Pane toscano ovvero noi lo si fa più bono

Where ever you are Beatrice, the wheat of God is kneaded between the teeth of lions into blessed bread and the body of heavenly bodies move, groove, shake and wake up the lady Beatrice? Thank you for the encouragement cosmic. My days in Tuscany. If this were my bread? I would take out my ostrich feather pen and draw a lovely tattoo upon the sun.

Italia, io ci sono.

« Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, … »

Dante lo ha addirittura messo nel Paradiso. Cos’avrà di così speciale questo pane? Beh, chi ha avuto occasione di assaggiarlo fa bene a chiederselo. Dipende da dove sei nato ovviamente! A noi norditalici piace bello salato, saporito. Quando al ristorante ci portano queste fette dall’aspetto e profumo delizioso, ci sorprendiamo dopo una gran morsicata.

Dov’è finito tutto il sapore?? Quel giorno mastro panettiere era in vacanza? No! Siamo in Toscana o in Umbria. Dite che il resto del mondo ci mette il sale e loro s’offendono. Chiaramente sentiranno di più il vero sapore dei farinacei cotti e il sale lo useranno solo sul contorno. Sull’insalata, s’intende.

In fondo una ragione ci può essere. Quando pucciamo una fetta nella trippa alla Fiorentina, il sapore del pane è l’ultimo dei nostri problemi.

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